A BUZZ SUPREME

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ANDREA SBARAGLI

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andrea@abuzzsupreme.it

Registrato in analogico, in presa diretta, e mixato da David Lenci al Red House Recordings di Senigallia (AN).

Masterizzato da Bob Weston (Shellac) - Chicago Mastering Service (Chicago, IL - USA).

SARAH SCHUSTER.

Non fa “musica gggiovane” e non è un gruppo emergente.

Il rock non è cosa solo per ventenni. Per chi avesse ancora dei dubbi in merito, gli Schusters sono una testimonianza di come sia possibile, anche in un Paese come il nostro, fare musica con lo stesso entusiasmo e genuinità di sempre, ma con in più una maggiore consapevolezza dei propri mezzi e la capacità di svincolarsi dalle spinte modaiole.

Per questo l’esordio di Sarah Schuster è un cd autoprodotto che sintetizza il percorso fatto dalla band nei primi 3 anni di vita: una scommessa fatta contando solo sulle proprie forze, senza la spinta e il supporto di etichette discografiche, ma ben inserita nel fertile territorio della scena veneta e fortemente richiesta e sostenuta da chi questa scena segue quotidianamente.

Non a caso questo progetto nato intorno allo storico CSC (centro stabile di cultura) a Schio, in provincia di Vicenza, nell'autunno del 2005, è stato in grado di raccogliere la disponibilità di un’icona della musica indipendente come Amy Denio (Tone Dogs, Tip tons Sax Quartet, Pale Nudes, Ronin, ecc), ospite con sax contralto e fisarmonica rispettivamente in “Music beyond me” e “Tarà tarà”.

Il quadro dei riferimenti comuni a molti coetanei di Sarah Schuster è solo in apparenza schizofrenico, si muove tra P.J.Harvey, Nick Cave, Johnny Cash, Tom Waits, Bob Dylan, Robert Johnson, The Ex, Neil Young, Einsturzende Neubauten, The Cure, The police, Sleater Kinney, Yeah yeah yeahs!, Elastica, Depeche Mode.

REVIEWS.

“Lavoro davvero godibile, ben superiore a tante proposte di provenienza internazionale. Complimenti al quartetto veneto” - Elena Raugei per Fuori dal Mucchio (luglio/agosto 2009).

Le quattro anime si amalgamano magicamente in una sola comune pur spiccando singolarmente per personalità. Affinità elettive, parrebbe. Affinità che ben promettono. - Barbara Santi per Rumore (ottobre 2009).

E’ bello quando le attese non vengono disilluse [...] sintesi di una buona fantasia, discreta produzione, miscela di riff giusti e incastri di melodie e sentimenti che funzionano, equilibrio energetico insomma [...] la band veneta conferma la sua potenzialità” - Elisabetta De Ruvo per Rockit

“Quello che sicuramente a tanti sembrerà un disco musicalmente senza “fissa dimora”, non è altro che il risultato di un nobile crossover [...] dove contrasto e contraddittorietà fanno high quality [...] portano la loro emulsionante pioggia da Marte inzuppando di acqua “benedetta” l’underground nostrum che boccheggia...“Sarah Schuster al potere!” - Massimo Sanella per mescalina.it

“quella che fanno è grande musica. Un rock dolce-amaro che ti resta nella testa anche giorni dopo l’ascolto. Sarà per l’originale mancanza di un basso, per alcuni piacevoli innesti di sax e fisarmonica (è l’ospite statunitense Amy Denio, direttamente dalla mitica Seattle), sarà per la registrazione in presa diretta… ma ora comincio a sbrodolare troppo...” - blogspot.alligatore.com

[...] dichiarando le proprie influenza senza troppe remore, confidando in una solida personalità [...] i quattro ci danno dentro con un suono scarno ma discretamente aggressivo, che si fa forte della sua stessa fragilità” - Enrico Ramunni per Rockerilla (luglio/agosto 2009).

“Che non siano proprio di primo pelo si può capire da come suonano e come compongono. "Rain From Mars" sembra un disco della prima PJ Harvey che in qualche piccolo istante ricorda gli Yeah Yeah Yeahs di "Fever To Tell" “ - F.B. per beatmag.it

DATA DI USCITA: 09.06.09

Sarah Schuster / A Buzz Supreme

I SARAH SCHUSTER sono:

Lisa Albanese - voce

Eleonora Dal Zotto - chitarra

Matteo Mosele - batteria, cori

Daniela Dal Zotto - chitarra, voce

BOOKING:

info@gattorosso.net

mobile +39 328 4955537

IL DISCO.

Rain From Mars, in uscita il 9 giugno, segue l’EP Thus spoke Sarah Schuster (Così parlò Sarah Schuster) uscito nel 2007 che comprendeva 4 pezzi in cui la band aveva già dato un assaggio di quello che stava preparando.

All'interno del gruppo nasce da subito un naturale accordo su arrangiamenti minimali, costruiti su due chitarre (Eleonora e Daniela), batteria (Matteo) e linee vocali (Lisa), alla ricerca di suoni irrequieti e grezzi.

Nelle canzoni di Rain From Mars si intrecciano registri blues con arrangiamenti post rock, canzoni folk con dissonanze indie, ma alla fine quello che emerge è lo stile compositivo, capace di essere immediato senza scadere nella banalità e di entrare in testa per rimanerci.

La mancanza del basso destabilizza lo schema classico della canzone rock e spinge a trovare nuovi percorsi ritmici ed arrangiamenti essenziali, che possono essere potenti e vorticosi come in More o passare a registri più intimi come Tarà Tarà o Riverbank.

Le linee vocali agiscono un ruolo primario in questo quadro, facendo emergere un gioco continuo di contrasti e richiami tra la voce incisiva e piena di Lisa Albanese e quella intensa e più morbida di Daniela Dal Zotto, che oltre a portare nel gruppo la sua vena compositiva, lascia un segno importante nelle sonorità vocali dei pezzi.

- SARAH SCHUSTER -

RAIN FROM MARS